Il Papa ha incontrato gli organizzatori dell’evento che si svolgerà nel pomeriggio in Aula Paolo VI. Riuscire ad offrire un concerto gratuito a migliaia di persone indigenti, spiega il Pontefice, c’è il senso della fraternità.

Michele Raviart – Città del Vaticano

“È più facile fare armonia con le note che con le persone…, ma non è il vostro caso! Voi siete stati capaci di fare armonia tra voi!”. Accoglie con una battuta, Papa Francesco, gli organizzatori del Concerto di Natale “per i poveri” del Vaticano, che si svolgerà nel pomeriggio di oggi, 15 dicembre, in Aula Paolo VI. Tremila persone – senza tetto, migranti, indigenti – invitati dal Dicastero per il Servizio della Carità e da varie associazioni di volontariato, che potranno ascoltare brani della tradizione natalizia alternati ai classici di Mozart, Rossini e Tchaikovsky. Il concerto sarà eseguito dall’Orchestra e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma insieme a 200 membri del Coro della Diocesi di Roma diretto da Speranza Scappucci e monsignor Marco Frisina, a cui è andato il ringraziamento del Papa.

La coerenza con il messaggio del Natale

“Riuscite ad offrire un concerto gratuito a migliaia di persone indigenti, e con la musica offrite un momento di incontro, di condivisione, e poi il pasto e le coperte”, ha detto Francesco, sottolineando come questo sia il significato della parola fraternità e sia “molto coerente con il messaggio del Natale”.

Da “per” i poveri a “con” i poveri

La caratteristica di questo concerto, giunto alla quarta edizione, non è soltanto di essere un concerto “per i poveri” ma “con i poveri”, ed è in questa differenza nel passare dal “per” al “con”, che c’è tutto il significato del messaggio cristiano:

Si parte dal per ma si vuole arrivare al con. Questo è cristiano. Dio è venuto per noi, ma come? In che modo? Venendo ad abitare con noi, anzi, diventando come noi. Questo mistero ci lascia sempre senza parole. È troppo grande, ci supera. Eppure lo possiamo sperimentare nell’incontro con l’altro diverso da me: quando il mio dare qualcosa per lui o per lei, diventa un ricevere, diventa un condividere, diventa amicizia

L’invito di Francesco è quindi a pregare che questo avvenga: “Non basta la musica, non bastano le luci, gli addobbi, no, ci vuole la preghiera”, ha ribadito, affidando l’iniziativa e tutti i suoi partecipanti all’intercessione di Maria.

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