Relazione Villa San Luigi

L’intervento progettuale ha tenuto conto del valore storico e paesaggistico degli immobili e si è proposto come obiettivo di superare le condizioni di degrado che gravavano sui manufatti. Il recupero è stato finalizzato alla ridefinizione del ruolo degli spazi attraverso la riqualificazione architettonica, capace di relazionare il linguaggio architettonico contemporaneo e le preesistenze storiche, preservando e valorizzando al tempo stesso l’identità dei luoghi.

Il restauro del Complesso Villa San Luigi ha rappresentato una vera e propria sfida sotto molti aspetti, non solo dal punto di vista della esecutività architettonica, strutturale e di impianti, ma soprattutto su quello logistico. Per questo si è valutato di procedere con i lavori per fasi, dividendo la realizzazione per piani, in modo tale da consentirne subito l’utilizzo, una volta terminati i lavori per quel livello.

Partendo dal piano terzo, i lavori hanno interessato tutti gli ambienti trasformati in uffici amministrativi e dipartimentali per la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM). Tra gli ambienti realizzati vi è anche una Sala consulta per riunioni, ma più di tutti la nuova Biblioteca “Papa Francesco”, un grande ambiente centrale dove sono disposti i tavoli per la consultazione dei volumi, circondato da scaffalature a tutta altezza su due livelli, disegnate su misura, e divise da una passerella che circonda perimetralmente la Biblioteca e che la taglia trasversalmente in due punti con ponti dotati ai lati di ulteriori scaffalature per la conservazione dei libri e pannelli posteriori decorati con grafiche che riportano una serie di parole chiave riferite a 4 tematiche (Filosofia, Gesuiti, Teologia, Bibbia) che conferiscono alla struttura uno spunto moderno all’interno di un progetto dalle linee sobrie tipiche di un ambiente di studio e di raccolta. Le passerelle nella loro parte inferiore sono dotate di strisce led per illuminare l’ambiente sottostante con differenti regolazioni a seconda dell’atmosfera che si desidera creare.

Altro elemento importante è stata la Torre libraria, annessa all’edificio antico in cui sono conservati oltre 100.000 volumi distribuiti su 7 livelli in scaffalature compattabili, e collegati tramite una scala in acciaio e un montacarichi, posizionati in un ambiente a tutt’altezza adiacente ai piani di deposito libri.

I lavori hanno interessato poi il quarto piano di Villa San Luigi, dove risiede la comunità dei gesuiti. Oltre alle camere dei padri – realizzate con arredi progettati su misura, così come i corridoi, con contro soffittature in doghe in legno, le porte di ingresso alle stanze e tutti gli elementi di finitura – grande cura è stata riposta nella ridistribuzione degli altri ambienti adibiti a sala lettura, la grande sala pranzo, cucina e dispensa e alcuni uffici per i padri superiori.

Si continua poi, con la risistemazione del piano terra. Da un lato, alcuni locali a servizio dell’annessa Chiesa di Luigi Gonzaga sono stati trasformati in salette per colloqui, dividendo i grandi ambienti con strutture progettate in legno e vetro, insonorizzate.

Il primo piano, a cui si accede, oltre che dalla rampa di scale esistente, da una grande scala antica che collega direttamente al piano terra. Tale scala, resa inaccessibile perché tamponata in epoca precedente, è stata riaperta e restaurata con il nuovo progetto per permettere l’ingresso indipendente. Lungo il corridoio inferiore si accede, da un lato, a una serie di camere, con affaccio sul mare, per gli ospiti della comunità; dall’altro, attraverso due grandi portali in legno, alla cappella privata, arredata su misura e arricchita con un pannello a tutta parete, decorato in lamina d’oro, artigianalmente. Nella zona nord è situata la cucina industriale, adiacente ai due refettori, per la comunità e per gli ospiti, in cui sono stati installati pannelli fonoassorbenti colorati per dare dinamismo e freschezza, nonché assicurare un adeguato isolamento dai rumori interni durante gli orari dei pasti.

Accanto allo smonto della vecchia scala riaperta, vi è l’aula studio/convegni, dotata della necessaria strumentazione per svolgere lezioni multimediali, conferenze e quant’altro. Da un lato, le volte sono state chiuse con strutture in acciaio e vetro opaco; dall’altro, le ampie vetrate danno sul Chiostro centrale, totalmente restaurato, dalla fontana in pietra centrale alle aiuole alberate.

Infine, i lavori hanno interessato il piano secondo, trasformato in infermeria per i padri gesuiti anziani nel loro percorso finale di vita. Attraverso gli alti corridoi voltati si accede, perimetralmente al Chiostro centrale, nelle ampie camere, arredate su misura e dotate dei necessari accessori per l’assistenza. Ciascuna camera è dotata di bagno privato, ricavato ognuno da un locale adiacente alla camera seguendo la maglia strutturale dell’edificio antico, senza divisioni interne, in modo da garantire una buona opportunità di manovra agli operatori assistenziali e lasciando visibili completamente i soffitti voltati originari. I restanti ambienti sono stati trasformati in sala lettura, sala tv, uffici per medico e personale infermieristico, cappella, barberia e lavanderia, nonché un refettorio, voltato e decorato, che porta direttamente all’esterno al giardino privato, con vista sul Golfo di Napoli.


Relazione tecnica “Un palco per Papa Francesco”

Relazione tecnica

Un palco per Papa Francesco


Attività di ricerca scientifica e sviluppo - Collaborazioni

Secondo lo spirito universale della Compagnia di Gesù, siamo sempre alla ricerca di percorsi per estendere la nostra collaborazione con Istituzioni Accademiche, docenti, esperti e studenti in tutto il mondo. Un proficuo scambio internazionale e interdisciplinare di idee, di conoscenze e di progettualità, contribuirà alla diffusione e all’attuazione dell’Enciclica Laudato SI’ (2022), di Papa Francesco.

 


Innovazioni accademiche

Una componente importante della trasformazione e del rilancio di Posillipo sarà il rinnovamento del curriculum e dell’offerta formativa. Sull’impianto del programma di studi previsto dai documenti ecclesiali per la formazione filosofico-teologica dei seminaristi, religiosi e laici, si sta già lavorando per migliorare l’apprendimento e la verifica delle conoscenze, anche con l’impiego di nuove tecnologie. Siamo convinti che per una formazione effettivamente in sintonia con i tempi attuali siano due i versanti da tenere presenti: le caratteristiche del contesto dell’Italia meridionale, per un effettivo inserimento nel territorio, e la rete internazionale delle Istituzioni accademiche con cui stiamo consolidando i rapporti, per un uno scambio proficuo di studi e di esperienze di ricerca scientifica. Molti studenti diventeranno parroci in comunità del Sud Italia. Ma la storia ci dice che un buon numero potrà dedicarsi all’insegnamento della Teologia, alla missione in altri continenti oppure a incarichi pastorali di responsabilità, con un ampio impatto sulla Chiesa. Il rinnovamento di Posillipo e il coinvolgimento di diverse componenti ecclesiali, che si rendono corresponsabili di un comune progetto, si propongono di realizzare quella sinodalità che papa Francesco ci sollecita ad attuare con tanta insistenza.

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